Storia · Antifascismo · 1942–1943

L'odissea
antifascista
di Gino Kmet

Zamet, sobborgo di Fiume, 1942. Gino Kmet è ancora minorenne quando viene arrestato al confine mentre tenta di fuggire dalla leva fascista. Lo spediscono al confino sull'isola di Ustica.

Irene Mestrovich racconta la storia del padre — come gliela raccontò lui, come lei l'ha custodita per decenni.

Irene Mestrovich su Gino Kmet · 1942–1943 · Zamet → Ustica → partigiani
Tappa 1 · Zamet, Fiume, 1942

Il confine di Zamet

Zamet è un sobborgo sul bordo di Fiume, dove passava il confine con la zona italiana. È lì che Gino Kmet viene fermato — minorenne, già inserito nella rete antifascista grazie al nonno.

«È scoppiata la guerra e lui già s'era inserito, grazie a mio nonno, agli antifascisti… ed è stato arrestato al confine di Zamet. Non so se fossero carabinieri, polizia o doganieri perché lì c'era il confine. Nel '42… e lì è stato spedito… quindi minorenne.» — Irene Mestrovich
Irene Mestrovich racconta l'arresto del padre Zamet, 1942 — la frontiera
Tappa 2 · Capodistria

Il Tribunale Speciale

Da Zamet lo portano a Capodistria, dove il Tribunale Speciale Fascista lo processa. Il Tribunale Speciale era il meccanismo repressivo del fascismo contro gli antifascisti — in particolare contro i comunisti e i partigiani della Venezia Giulia.

«Mandato a Capodistria e da Capodistria deferito — credo fosse già stato processato a Capodistria, il Tribunale Speciale, l'ha spedito a Ustica.» — Irene Mestrovich
Tappa 3 · Isola di Ustica, Sicilia

Il confino e la scuola

Ustica — l'isola del confino politico fascista, la stessa dove anni prima era stato rinchiuso Antonio Gramsci. Qui Gino incontra antifascisti fiumani, frequenta quella che chiamavano "la scuola di partito". La resistenza si alimenta anche nei libri scambiati di nascosto.

«Ad Ustica ha incontrato antifascisti fiumani e ha seguito quella che chiamavano la scuola di partito. Non era che lì potevano avere degli scambi con gli antifascisti delle altre regioni. Lo scambio avveniva con i libri. E dai libri si capivano tante cose.» — Irene Mestrovich
Tappa 4 · Trieste, settembre 1943

Il Ribalton

8 settembre 1943 — il Ribalton, l'armistizio che capovolge tutto. Gino riesce a tornare attraverso contatti clandestini, passa per Trieste. La rete gli dice una cosa chiara: non tornare a Fiume, unisciti ai partigiani.

«Nel '43 ci fu quello che noi chiamiamo "El Ribalton." E allora, attraverso contatti, fa un viaggio di ritorno abbastanza avventuroso, passa per Trieste e da lì c'è il collegamento che gli dice: "Guarda, vai tra le file partigiane. Non rientrare a Fiume."» — Irene Mestrovich
Epilogo

Dal confino alla resistenza

Gino Kmet entra nelle fila partigiane. Combatterà nella "treča udarna" — i reparti d'assalto — finché una pallottola gli entra da una spalla e gli esce dalla schiena, lesionandogli un polmone. Da quel momento vivrà con un polmone solo.

Sopravviverà alla guerra. Tornerà a Fiume. E nel 1949, quell'uomo che aveva rischiato la vita per la resistenza antifascista verrà arrestato dall'UDBA di notte e deportato a Goli Otok — per non aver accettato la rottura con Stalin senza fare domande.