Storia · Resistenza · 1943–1945

La staffetta
deportata

Fiume, 1943. La madre di Licia Antonelli ha 22 anni e fa la staffetta partigiana — porta messaggi, lettere, notizie attraverso la città occupata dai tedeschi dopo l'8 settembre.

Qualcuno fa la spia. I tedeschi vengono a casa di notte. Inizia un viaggio che nessuna aveva scelto: Via Roma, la Risiera di San Sabba, Auschwitz, una fabbrica di missili V2 in Germania.

Licia Antonelli · 1943–1945 · Fiume → Auschwitz
Tappa 1 · Fiume, 1943

La staffetta partigiana

La madre di Licia usa il tram ogni giorno per andare al lavoro — e per muoversi tra una staffetta e l'altra. Il tram la rende mobile, invisibile. Porta lettere, messaggi vocali, notizie agli antifascisti della città.

«Mia mamma faceva la staffetta a Fiume, la staffetta partigiana: portava la posta, andava a comunicare delle notizie. Essendo mobile perché andava al lavoro ogni giorno col tram… lei poteva muoversi per la città e portare queste notizie, posta, lettere, informazioni.» — Licia Antonelli
Licia Antonelli racconta la madre staffetta Fiume, 1943 — la rete partigiana
Tappa 2 · Carcere di Via Roma

La spia

Dopo il Ribalton — la capitolazione dell'Italia, l'8 settembre 1943 — i tedeschi entrano a Fiume. La rete partigiana viene smantellata. La madre di Licia viene arrestata: qualcuno aveva fatto la spia.

«Qualcuno ha fatto la spia, ed è stata presa dai tedeschi a Fiume già nel '43. Vennero a casa. Andarono a colpo diretto — sapevano che aveva fatto. Ed è stata portata in via Roma.» — Licia Antonelli
Tappa 3 · Risiera di San Sabba, Trieste

La Risiera

Da Via Roma al campo di transito della Risiera di San Sabba a Trieste — l'unico lager nazista in Italia con un forno crematorio. La sosta è breve. I tedeschi selezionano le persone sane da deportare al lavoro.

«Prima è andata in via Roma, da via Roma in Risiera a Trieste, dalla Risiera messa sul vagone ed è finita ad Auschwitz. Lei è stata poco in Risiera perché il trasporto era avvenuto molto presto. Loro sceglievano le persone sane da portare in Germania a lavorare.» — Licia Antonelli
22 anni aveva la madre di Licia Antonelli quando fu deportata
Tappa 4 · Auschwitz, Polonia

Auschwitz

Il campo di Auschwitz. La madre di Licia sopravvive — viene destinata al lavoro forzato. Per due anni lavora in una fabbrica di missili V2 in Germania, producendo armi per il regime che l'ha deportata.

«Ha lavorato in Germania nella fabbrica degli U2 — i missili V2, quelli che colpivano Londra. Ha lavorato in quella fabbrica per due anni. Fin alla fine. Liberata dai russi.» — Licia Antonelli
Epilogo · 1945 e oltre

Liberata dai russi

1945. Le truppe sovietiche liberano il campo. La madre di Licia torna. Ma il ritorno non è un finale: Fiume nel frattempo è cambiata, i vecchi compagni di rete non si parlano più, il partito comunista che aveva combattuto si divide tra chi è rimasto e chi è partito.

Licia racconta la storia della madre decenni dopo — come si racconta qualcosa che non si è visto di persona, ma che si sente inciso nella propria storia familiare in ogni suo dettaglio.

«Dopo la guerra non hanno parlato mai più tra loro» — i compagni della rete partigiana si erano divisi, scelto fronti diversi, spariti. La guerra finisce. Le sue fratture, no. — Licia Antonelli