Storia · Esodo · Dicembre 1961

Halifax
Hamilton

19 dicembre 1961. La nave Homeric attracca ad Halifax con tre giorni di ritardo — la tempesta sull'Atlantico l'ha trattenuta. Fuori c'è la neve canadese di dicembre. Konrad Eisenbichler sbarca al Pier 21.

Non ricorda lo sbarco. Non ricorda il Pier 21. Ma ricorda il treno — un treno ottocentesco con i sedili di legno — e il viaggio di tre giorni attraverso un paese che non conosce ancora.

Konrad Eisenbichler · 19 dicembre 1961 · Halifax → Montreal → Toronto → Hamilton
Tappa 1 · Halifax, Nova Scotia

Il Pier 21

19 dicembre 1961

Il Pier 21 di Halifax è il grande cancello d'entrata del Canada — il porto da cui passarono oltre un milione di immigrati europei nel dopoguerra. Eisenbichler sbarca, attraversa gli uffici dell'immigrazione. Non ne ha nessun ricordo.

«Siamo arrivati ad Halifax il 19 dicembre dopo una grande tempesta di neve. Non mi ricordo lo sbarco, non mi ricordo il processo al Pier 21 dell'immigrazione. Sono stato a Pier 21 ma l'ambiente non ha sprigionato nessuna memoria.» — Konrad Eisenbichler
Konrad Eisenbichler racconta l'arrivo in Canada Halifax, dicembre 1961 — il treno ottocentesco
Tappa 2 · Il treno

I sedili di legno

Fuori dagli uffici del Pier 21, a venti metri, c'è il treno. Ed è qui che la memoria di Eisenbichler si accende — nitida, precisa. Un treno dell'Ottocento, sedili di legno a strisce, portabagagli troppo basso. L'Europa aveva già treni moderni nel '61. Il Canada, per gli immigrati, aveva questo.

«Uscito dal palazzo di Pier 21, che era a qualche metro, venti metri difronte a noi, c'era questo treno. Mi ricordo l'imbarco del treno. Era un treno dell'Ottocento, dove i sedili erano tutti di legno, striscette di legno. Il portabagagli di sopra era molto basso, io ci battevo la testa continuamente.» — Konrad Eisenbichler
Tappa 3 · Montreal

Il primo scalo

Primo scalo a Montreal — cambio treno. Il Canada scorre oltre i finestrini: neve, foreste, città che Eisenbichler non ha mai visto. Un paese enorme attraversato su vagoni di legno, con i bagagli che battono la testa al portabagagli ogni curva.

«Abbiamo fatto tre giorni. Fece un primo scalo, una prima fermata a Montreal. In Italia, già a quel tempo, si aveva treni molto moderni, e invece qui, per gli immigrati, ho sentito da altri immigrati che loro avevano questi treni proprio ottocenteschi.» — Konrad Eisenbichler
Tappa 4 · Toronto

Il padre che aspetta

Toronto. Cambio treno di nuovo. Ed è qui che Konrad rivede suo padre — che era emigrato prima, aveva preparato tutto. Un incontro in una stazione di treni, dopo l'Atlantico, dopo la tempesta, dopo tre giorni di legno e neve.

«Seconda a Toronto. E a Toronto è venuto papà a incontrarci. E da Toronto siamo andati in treno ad Hamilton.» — Konrad Eisenbichler
Tappa 5 · Hamilton, Ontario

La destinazione

Hamilton, Ontario. Fine del viaggio. Da Napoli, attraverso l'Atlantico, attraverso Halifax e Montreal e Toronto — il percorso migratorio di Konrad Eisenbichler si chiude qui, in una città industriale del Canada dove vive già una piccola comunità di fiumani.

Trent'anni dopo, da Hamilton e Toronto, organizzerà il Raduno del '91 — mille fiumani da tutto il mondo, riuniti per la prima volta fuori dall'Italia.

Epilogo

La testa al portabagagli

Non ricorda il Pier 21. Non ricorda lo sbarco. Ma ricorda perfettamente il portabagagli di legno troppo basso, e che ci batteva la testa a ogni curva.

È questo il modo in cui funziona la memoria dei grandi momenti: i dettagli banali restano, i momenti solenni svaniscono. Il Pier 21 — simbolo dell'immigrazione canadese, oggi museo — non gli ha detto niente. Il treno ottocentesco sì.